Capacity Market: come funziona davvero e quanto vale per un BESS in Nord Italia
Il Capacity Market è spesso il pilastro meno compreso dello stack di ricavo di un accumulo — eppure è quello che trasforma un flusso volatile in un ricavo bancabile a quindici anni. Vediamo il meccanismo, con gli schemi, e sfatiamo la semplificazione più diffusa: quella del «tetto sui prezzi».
Cos'è: un contratto d'opzione con Terna
Il Capacity Market remunera la disponibilità di capacità — di produzione o di accumulo — non l'energia prodotta. Serve a garantire l'adeguatezza del sistema: che nei momenti di massima tensione fra domanda e offerta ci sia capacità sufficiente a evitare distacchi di carico. Chi vince l'asta, gestita da Terna, sottoscrive un contratto d'opzione con tre elementi.
Durata: 1 anno o 15 anni
È il primo punto da chiarire, perché circola l'idea che esistano contratti a 5 o 20 anni. Non è così: la Disciplina prevede 1 anno per la capacità esistente e fino a 15 anni per la capacità nuova (su richiesta e superando una soglia minima di investimento, dell'ordine di 214.000 €/MW). Per un BESS di nuova costruzione è il dato che cambia la finanziabilità: un premio fisso quindicennale stabilizza una quota rilevante dei ricavi per l'intero orizzonte del debito, migliorando il DSCR.
Come si forma il premio: asta a prezzo marginale
La capacità riconosciuta non è la potenza nominale, ma la CDP (Capacità Disponibile in Probabilità): la potenza «derata». L'asta è discendente e a prezzo marginale — tutti gli assegnatari di un'Area ricevono lo stesso premio di equilibrio, entro un tetto (CAP) fissato dall'Autorità. La domanda è costruita su livelli-obiettivo di adeguatezza (il LOLE, ore attese di deficit); l'offerta ordina le CDP per prezzo crescente. L'intersezione dà premio (P*) e quantità (Q*).
Il derating: quanta potenza «conta»
Per un accumulo il derating dipende dalla durata di scarica (rapporto energia/potenza, E/P): più ore di autonomia, più alto il coefficiente. Un impianto a 4 ore vale circa i due terzi della sua potenza nominale ai fini della capacità — e il coefficiente è destinato a scendere nelle aste future, man mano che la penetrazione degli accumuli cresce.
Le due componenti del ricavo: fisso e reintegro
Il ricavo netto da Capacity Market è la somma di due termini:
Corrispettivo fisso — premio d'asta (€/MW-anno) × capacità impegnata. È il flusso garantito e stabile, additivo ad arbitraggio e servizi, non sostitutivo.
Corrispettivo variabile, il reintegro — è il lato «opzione» (reliability option): quando il prezzo di riferimento supera lo strike fissato dall'Autorità, l'assegnatario restituisce a Terna la differenza sulla capacità impegnata. Il prezzo di riferimento non è il solo MGP: combina il prezzo zonale del giorno prima con le medie dei prezzi accettati sull'MSD, secondo la regola pubblicata da Terna prima dell'asta.
Come incide sull'arbitraggio: oltre il «tetto sui prezzi»
Qui sta il punto più frainteso. È diffusa la semplificazione secondo cui il Capacity Market «cappa» tutti i ricavi di arbitraggio allo strike. Questa lettura sovrastima l'impatto in modo sistematico, per tre ragioni previste dalla Disciplina:
1 · Solo la capacità impegnata. Il reintegro colpisce la CDP derata, non la potenza nominale: la quota fra impegnato e nameplate mantiene l'upside pieno.
2 · Solo le ore di picco. Non tutte le 8.760 ore: l'arbitraggio realizzato fuori dalle finestre di picco resta integralmente all'operatore.
3 · Con il tetto energetico dell'accumulo. Un BESS a 4 ore può servire la capacità impegnata solo per poche ore al giorno: il reintegro segue questo vincolo, non un profilo teorico costante.
In altre parole, il Capacity Market non «spegne» l'arbitraggio: fissa un tetto effettivo allo strike solo sulla capacità impegnata e solo nelle ore di picco, lasciando all'operatore l'upside fuori picco, sulla potenza eccedente l'impegno e — sempre — il premio fisso.
L'esempio Helios: i numeri del nostro backtest
Sul backtest walk-forward LP di Progetto Helios (dati storici GME, zona Nord, batteria 6 MW / 24 MWh, derating 67%, premio 47.000 €/MW-anno, strike 120 €/MWh) il confronto fra il modello a «tetto piatto» e quello corretto parla da solo:
| Anno | Arbitraggio pieno | CM netto (fisso − reintegro) | Combinato €/MW |
|---|---|---|---|
| 2024 (moderato) | 371.958 | +177.550 | 91.300 |
| 2022 (crisi) | 869.050 | +37.383 | 151.000 |
Nel 2024 il Capacity Market aggiunge ~178.000 € (quasi tutto premio fisso, reintegro marginale). Nel 2022 — l'anno di crisi, in cui il «tetto piatto» azzerava quasi tutto — il reintegro è consistente ma resta limitato dalla capacità impegnata e dalle ore di picco: l'arbitraggio pieno (869.000 €) è integralmente conservato e il CM resta additivo. Un modello a tetto piatto, sullo stesso 2022, avrebbe indicato un ricavo prossimo a zero: un errore di centinaia di migliaia di euro.
Cosa significa per Progetto Helios
Per un accumulo in Nord Italia il Capacity Market non è un vincolo che erode l'arbitraggio: è il pilastro che lo rende bancabile. Un contratto quindicennale a premio fisso, sommato all'arbitraggio MGP/intraday e ai servizi di dispacciamento, costruisce un profilo di ricavo diversificato e resiliente lungo tutto l'orizzonte dell'investimento. La chiave — nella modellazione come nella struttura finanziaria — è rappresentare il reintegro con la sua reale meccanica (capacità impegnata, ore di picco, tetto energetico), non con un'approssimazione a tetto piatto che ne amplifica artificialmente l'impatto proprio negli anni ad alta volatilità, quando l'arbitraggio rende di più.
Contenuto a finalità informativa e di analisi di mercato; non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. Gli schemi sono elaborazioni originali di Progetto Helios. I parametri regolatori (strike, premio d'asta, coefficienti di derating, calendario delle ore di picco) sono definiti da ARERA e Terna e aggiornati periodicamente: si rimanda alle fonti ufficiali (Disciplina del sistema di remunerazione della capacità; delibere ARERA; esiti d'asta Terna) per i valori vigenti. Riferimenti di contesto: RSE, «Il mercato italiano della capacità» (dic. 2023).