Carpi e Ferrara: che cosa chiedono i Comuni a una batteria

A Carpi e a Ferrara il Comune ha dato parere contrario a una batteria da oltre 100 MW. In entrambi i casi il Ministero ha autorizzato lo stesso, ma per strade diverse. I pareri comunali, allegati ai decreti, sono la lista più concreta che si possa leggere di ciò che un territorio chiede a chi costruisce un accumulo.
Carpi: il no diventa un accordo
Il Comune di Carpi ha espresso il suo dissenso più volte, fra novembre 2024 e aprile 2026, con motivazioni precise. Poi ha messo per iscritto le condizioni per ritirare il dissenso, e la società le ha accettate tutte. Le principali:
- Compensazioni al Comune. Accordo sulle misure di compensazione ambientale e territoriale, pagate con un contributo economico, sulla base di una relazione economico-finanziaria che dichiari i ricavi dell'impianto, Capacity Market compreso. Convenzione da firmare entro 60 giorni dall'autorizzazione, pena la decadenza, con una fideiussione sull'intero importo. La Giunta ha approvato lo schema l'11 agosto 2026.
- Antincendio aggiornato. Nuovo benestare dei Vigili del Fuoco secondo le linee guida per le batterie del 2024: quello agli atti era precedente e riferito a un progetto diverso. L'impianto confina con un centro di trattamento rifiuti che ha già avuto diversi incendi.
- Progetto definitivo, non preliminare. L'autorizzazione vale come permesso di costruire, quindi il Comune ha chiesto elaborati quotati e dettagliati subito, non «in una seconda fase».
- Rumore e impatti cumulati. Valutazione acustica sul layout definitivo, tenendo conto della batteria già in funzione accanto, e analisi degli effetti sommati di tutti gli impianti che si stanno concentrando attorno alla stazione di Carpi Fossoli.
- Verde di mitigazione fuori dalla recinzione, conforme al regolamento comunale, e compatibilità con la nuova disciplina idraulica.
- Garanzie per lo smantellamento e il ripristino dell'area e una polizza assicurativa all risk per i danni a persone, cose e ambiente.
Ferrara: il no del Comune non si applica
A Ferrara il Comune ha detto no due volte: per contrasto con il regolamento edilizio che tutela il sito UNESCO e la sua zona tampone, e poi citando la nuova norma del Testo unico rinnovabili sugli interventi nelle zone UNESCO (art. 11-quinquies del D.Lgs. 190/2024, modificato a inizio 2026). Il Ministero non l'ha seguito: la domanda era del luglio 2024 e resta soggetta alle regole precedenti, quindi la norma nuova non si applica. Ha pesato anche il contributo dell'impianto agli obiettivi nazionali di accumulo e alla sicurezza del sistema elettrico.
Che cosa significa per Progetto Helios. Il nostro business plan prevede già una voce per la compensazione all'ente locale, una quota del fatturato che va al territorio: Carpi conferma che è la prassi, non un'eccezione, e che il Comune vuole vedere i conti. Tre lezioni pratiche: il progetto antincendio va fatto subito secondo le linee guida del 2024; il rumore va misurato tenendo conto degli impianti vicini; il verde va disegnato con il Comune. E una cautela: il caso Ferrara vale per chi ha presentato la domanda prima delle nuove regole. Chi parte oggi deve tenere conto delle norme su aree e siti tutelati introdotte nel 2026.
Per approfondire
Fonti
- Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica — Decreto direttoriale n. 230 del 7 settembre 2026 (Carpi), allegato 2: parere del Comune di Carpi e degli altri enti (48 pagine)
- Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica — Decreto direttoriale n. 253 del 18 settembre 2026 (Ferrara) e allegato 1: chiusura della conferenza dei servizi
Articolo a scopo informativo: non costituisce offerta né consulenza finanziaria. Le cifre sono quelle delle fonti indicate alla data di pubblicazione.
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