Emilia-Romagna, la legge sulle aree idonee: 500 metri dai centri abitati per le batterie

Il 29 maggio 2026 l'Emilia-Romagna ha approvato la sua legge sulle aree idonee (legge regionale n. 5): stabilisce dove e a quali condizioni si possono installare impianti da rinnovabili e, per la prima volta in modo esplicito, sistemi di accumulo. Per chi sviluppa batterie in regione è il riferimento principale: la leggiamo dal testo ufficiale.
e dalle zone residenziali
e strutture di cura
per Comune
La regola per le batterie: la fascia di rispetto
L'articolo 16 riguarda gli accumuli che non sono opere connesse di un impianto rinnovabile e non sono integrati con un impianto autorizzato o in autorizzazione: le batterie «stand-alone». Per queste va garantita una fascia di rispetto di 500 metri dalle zone residenziali e dai centri abitati in territorio rurale, che sale a un chilometro se vicino ci sono strutture sanitarie, assistenziali o scolastiche. Se la batteria sta in area agricola, alla fine della sua vita il terreno deve tornare agricolo, con una garanzia bancaria o assicurativa che il Comune può escutere.
Quanta campagna si può usare
Gli impianti costruiti o autorizzati dal 2021 in poi non possono occupare più dell'1,5% della superficie agricola della regione e più del 2,5% di quella di ogni Comune (valori del 2020). Il Comune può alzare il proprio tetto con una delibera. Per le batterie conta tutta la superficie agricola occupata. Quando una soglia viene raggiunta, sessanta giorni dopo l'annuncio della Regione le nuove domande diventano improcedibili: si salvano solo le pratiche già in corso e quelle delle comunità energetiche.
Le altre regole che ci riguardano
- Compensazioni non solo in denaro. Le misure a favore del territorio devono essere «a carattere non meramente patrimoniale»: interventi ambientali, inserimento nel paesaggio, efficienza energetica per il Comune, impianti in autoconsumo, comunità energetiche. La Giunta deve scrivere le linee guida entro 90 giorni. Se le compensazioni non vengono realizzate nei tempi previsti scattano le sanzioni.
- Niente progetti spezzati. Due domande dello stesso soggetto, o di società collegate, per lo stesso tipo di impianto entro un chilometro, nello stesso Comune o in Comuni confinanti, si sommano per decidere quale procedura serve, quando c'è un frazionamento artificioso.
- Fascia comunale. Ogni Comune può chiedere fino a 30 metri di distanza dalle zone residenziali per tutti gli impianti.
- Aree idonee in più. Fra le altre: le aree vicine ai siti in bonifica, gli interporti, le aree produttive ecologicamente attrezzate e le cave ripristinate.
- Chi era già in corsa. Le nuove regole valgono per le pratiche la cui verifica di completezza non era conclusa quando la legge è entrata in vigore; quelle avviate prima del decreto-legge 175/2025 seguono le regole di allora.
Che cosa significa per Progetto Helios. La fascia di 500 metri vale per le batterie stand-alone; per quelle integrate con un impianto rinnovabile autorizzato la legge non la impone. Il nostro impianto pilota di Bagnacavallo nasce in area idonea, accanto a un fotovoltaico esistente: resta da verificare, sito per sito, quale delle due situazioni si applica e a che distanza sono le case. Due punti vanno portati nel business plan: la voce di compensazione all'ente locale, oggi calcolata come quota del fatturato, per i progetti nuovi dovrà diventare anche un pacchetto di interventi concreti per il Comune; e la garanzia per il ripristino del terreno agricolo è un costo da mettere a bilancio fin dall'inizio.
Questa è una sintesi giornalistica del testo di legge, non un parere legale: per un progetto specifico serve la verifica di un professionista.
Per approfondire
Fonti
- Regione Emilia-Romagna — Legge regionale 29 maggio 2026, n. 5, «Individuazione delle aree idonee e disciplina dell'installazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili nel territorio regionale» (testo integrale pubblicato dal GSE, 29 pagine)
Articolo a scopo informativo: non costituisce offerta né consulenza finanziaria. Le cifre sono quelle delle fonti indicate alla data di pubblicazione.
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